Inizializzazione in corso

Mineraliter. Alla Specola pietre mirabili in una nuova mostra permanente. (Video)

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Aprile 13, 2017, visualizzato 800 volteExhibitions and events
Firenze 13 aprile 2017 - Il museo di Storia Naturale La Specola, presenta una nuova esposizione. “Mineraliter. Pietre mirabili tra Medici e Natura”.   Un raccolta di preziosi minerali esposti lungo un percorso elegante, curato da Fausto Barbagli e Vanni Moggi Cecchi. L’inaugurazione c’è stata con grande interesse di pubblico, il quale ha avuto la possibilità, grazie all’Università, dunque al museo, rappresentato dal presidente Guido Chelazzi, di scoprire le meraviglie del sottosuolo. I minerali, le pietre che estratte venivano poi impiegate nella realizzazione di oggetti preziosi e finalizzati al collezionismo. Ed infatti Mineraliter inizia proprio all’inverso, raccontando l’uso di quei minerali che il gusto di mecenati, come i Medici, promuoveva e valorizzava.

 

Il percorso ha inizio dalle origini del collezionismo rinascimentale per giungere a mostrare la ricchezza scientifica ed estetica delle collezioni attuali, di mineralogia del Museo. Da tre collezioni museali, quelle di “Alberto Ponis”, Adalberto Giazotto, Giancarlo Brizzi” sono stati tratti i preziosi pezzi selezionatissimi e disposti grazie ad un allestimento curato nei minimi particolari. Fra gli oggetti esposti sono presenti due coppe in diaspro e una coppa in giada nefrite appartenute a Lorenzo il Magnifico, come riposta l’incisione LAURMED. La tazza in lapislazzuli a forma di conchiglia citata da Vasari, acquistata da Cosimo I nel 1563 dal celebre lapicida milanese Gasparo Miseroni . Ancora il vaso a navicella di quarzo ialino, scavato e lavorato da un unico blocco, di manifattura fiorentina della fine del XVI secolo. Tabacchiera in malachite montata in oro un probabile dono per le nozze di Pietro Leopoldo di Lorenza con Maria Luisa di Borbone.

Dalla pietra lavorata alla pietra grezza, il percorso di Mineraliter si inverte conducendo lo spettatore nelle ultime sale, dove in bella mostra, si trovano allo stato grezzo, berilli, tormaline, provenienti da Italia, Brasile, Stati Uniti. Una universalità che si raccoglie attorno ai misteri del sottosuolo, che unisce terre lontane e ci porta pure nell’ombelico del Mediterraneo, con lo zolfo di Sicilia. Splendidi esemplari di zolfo, la cui visione fluorescente lascia spazio alle fantasie letterarie più varie; al ricordo di quelle zolfatare siciliane  in cui i minatori desideravano di vedere la luna fuori, gli stessi che poi riuscivano ad immaginarla dentro  il buio della  loro fatica. A Mineraliter,  adesso, scoperta la Luna, quel Ciaula  di pirandelliana memoria, non potrebbe fare altro che contemplare all’infinito  al di là della Luna, anche il bello e il magico di ogni singola pietra  grezza o finemente lavorata.

 

Salvatore La Lota Di Blasi

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